sabato 3 novembre 2007

Busta vuole una nuova Materna

I residenti della frazione hanno presentato all'assessore ai Lavori Pubblici Cima un progetto per la realizzazione

Busta vuole una nuova Materna Ma il sindaco spegne gli entusiasmi: «Non abbiamo un milione di euro da spendere»

Autore: Laura Bon

Fonte: Il Gazzettino

Montebelluna - Busta vuole una nuova materna. In occasione di un incontro, svoltosi l'altra sera, fra il direttivo del Comitato ricreativo di Busta e l'assessore ai lavori pubblici Flavio Cima, i residenti nella frazione hanno presentato un progetto volto alla realizzazione, nell'area di proprietà comunale vicina all'edificio esistente, di un nuovo istituto. Di un intervento sulla materna, che è statale ma è collocata su uno stabile parrocchiale, si parla da tempo, ma inedita è la richiesta di un edificio completamente nuovo. Così, mentre l'assessore Cima, sulla questione, prende tempo ("é interessante ma vanno verificate la fattibilità dell'opera e la compatibilità con le finanze comunali") il primo cittadino Laura Puppato sembra non aver molti dubbi al riguardo. "Non si è mai parlato di una scuola completamente nuova -dice- ma della realizzazione di un primo intervento che consentisse agli alunni della materna di avere una propria mensa, dato che attualmente c'è un'aula dall'uso promiscuo. Tale mensa doveva esser collegata da una sorta di corridoio allo stabile attuale. In prospettiva, poi, si poteva pensare a porre le basi, con un successivo stralcio, di un intervento complessivo. Un aspetto è certo: non abbiamo un milione di euro da spendere per la realizzazione di un'altra materna, dopo quella di Contea. Quindi, ci possiamo pensare solo se abbiamo precisi aiuti dal privato".Contea appunto. Si sta lavorando da un mese a spron battuto con un obiettivo preciso: quello di finire entro giugno e aprire i battenti nella nuova sede per settembre. Con una scuola che avrà, per lo meno nelle intenzioni dell'amministrazione, carattere pubblico. "In tal senso -dice il sindaco- si indirizza la richiesta al Csa. Del resto è giusto che, dopo aver investito somme consistenti nell'intervento, possiamo garantire alle famiglie una scuola pubblica, e quindi gratuita".

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