Sera di capodanno a Montebelluna: neppure il clima di festa e giubilo tipico della ricorrenza di San Silvestro viene risparmiato dall’ennesimo episodio di tensione e paura, quando alcuni zingari si rendono protagonisti di un alterco e di una sparatoria all’interno di una rosticceria del centro. Alle reazioni dei cittadini,esasperati dal continuo stato di pericolo, fa capo quella di Forza Nuova Montebelluna : “Ora la nostra gente non è neppure più libera di festeggiare le proprie ricorrenze senza il rischio di cadere vittima di balordi e criminali!” si legge in un comunicato al vetriolo “Quanto accaduto è inammissibile, ma corrisponde alla logica conseguenza dell’atteggiamento immobilista delle istituzioni di fronte al fenomeno-nomadi. C’è da chiedersi cosa sarebbe accaduto se la fucilata sparata in aria dallo zingaro che impugnava il fucile avesse centrato un avventore del locale anziché il soffitto… il problema sarebbe stato trattato in maniera più efficace? Forse. Ciò di fronte a cui invece si rimane ciechi e sordi, è l’assoluta necessità di modificare tempestivamente i regolamenti e i disarmanti protocolli vigenti in materia di accoglienza, ospitalità e riservo di spazi di permanenza ai nomadi nelle nostre città. In una società dotata di vera rettitudine, chi pretenda di essere ospitato senza osservare il rispetto comune, il quieto vivere e le leggi vigenti, non dovrebbe esser neppure ascoltato, ma direttamente allontanato e diffidato dal ritornare; questo concetto, indice di buon senso e giustizia sociale, pare purtroppo non entrare in testa neppure a certi amministartori, che di fronte alla gravità di certi episodi, pretendono di risolvere il problema mettendo ogni metro quadro della città sotto l’occhio elttronico di un sempre più fitto quanto inutile sistema di videosorveglianza. Basterebbe ascoltare la saggia voce della Gente per capire che prevenire, opponendosi irrevocabilmente a qualsiasi forma di permanenza dei nomadi, è meglio che curare le conseguenze dei loro atti criminali”. Da parte della gente, invece, rimane la rabbia, e la costernazione di non sentirsi al sicuro, neppure passeggiando nelle piazze del pieno centro di Montebelluna, ancora agghindato dalle luminarie e dalle decorazioni natalizie.
sabato 5 gennaio 2008
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